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Prigionieri, feriti e umiliati. Altre foto shock dall'Iraq inguaiano il Pentagono

L'Unità

4 dicembre 2004 - Dopo Abu Ghraib, il Pentagono inciampa su nuove foto shock che arrivano dall’Iraq. Foto che mostrano marinai statunitensi seduti su prigionieri incatenati, feriti. Prigionieri minacciati con la pistola alla tempia.
Ora la U.S.Navy, la marina militare degli Stati Uniti, sta indagando. E sulla vicenda si sa poco. Si sa che le immagini sarebbero state scattate nel maggio 2003. Si tratterebbe, quindi, delle prime prove di abusi inflitti a detenuti iracheni, antecedenti di alcuni mesi le foto, ormai tristemente famose, del carcere di Abu Ghraib, che fecero scoppiare lo scandalo tra l'inverno e la primavera.

La notizia dell'indagine è stata fornita dalla Ap in esclusiva: un giornalista dell'agenzia le ha trovate in un sito Internet, offerte in vendita da una donna che sosteneva che suo marito le aveva portate dall'Iraq, dove era stato in missione. Non è ancora chiaro chi abbia ripreso le foto, che mostrano elementi delle Navy Seals, le squadre speciali della marina, seduti su detenuti incappucciati e ammanettati. Dalla testa di alcuni prigionieri cola del sangue.

Immagini che si sommano a quelle ormai entrate nella normalità quotidiana. Quelle che raccontano di morti, di stragi. Almeno quattro agenti di polizia sono morti - ed altri 49 sono rimasti feriti – stamane infatti nell'attentato compiuto nel cuore di Baghdad, al limitare della "Green zone", la zona verde, cioè quell’"isola" super presidiata dai soldati americani sulla sponda occidentale del fiume Tigri dove un tempo sorgevano i palazzi del regime e ora gli uffici del governo Allawi, il comando anglo-americano, le ambasciate e i ministeri chiave. Secondo testimoni oculari la bomba è stata fatta saltare in aria da un attentatore suicida che ha voluto colpire un commissariato della polizia irachena situato a poca distanza da uno degli ingressi principali del complesso super fortificato, anche se un portavoce militare americano ha precisato che non è riuscito a penetrate all'interno della Zona Verde.

La bomba è esplosa alle 9,30 ora locale. I testimoni, tra cui giornalisti presenti sul posto, hanno riferito che il suicida si è presentato al volante di un piccolo camion all'entrata del commissariato di Salhiyah, sede anche della direzione investigativa penale della polizia irachena; ha ottenuto il via libera per entrare nel cortile della palazzina,e a quel punto il veicolo è esploso. Sul luogo dell'attacco dinamitardo si sono immediatamente precipitati soldati americani e agenti di rinforzo delle forze di sicurezza locali, che hanno isolato l'intera area con cordoni di sicurezza, chiudendo al traffico le strade adiacenti.

Fonti sanitarie precisano che tutte le vittime sono poliziotti; stando all'emittente televisiva satellitare del Qatar "al-Jazira", il loro numero sarebbe stato «assai elevato». Non è certo la prima volta che un attentato ha come bersaglio la Zona Verde, ma negli ultimi giorni sembra questo quello preferito dalla guerriglia della capitale. L'ultimo assalto al fortino amministrativo è stato infatti solo tre giorni fa. Nè si tratta del primo attacco contro la polizia irachena: solo venerdì più di dieci agenti in un assalto sferrato da guerriglieri contro un altro commissariato, quello di al-Amel, nella parte sud della città.

Sempre a Baghdad, nella tarda mattinata, altri due iracheni sono stati assassinati a bordo della loro vettura in un'imboscata nel quartiere di al-Jamaa, nella parte orientale della città. Lo hanno riferito fonti di polizia, secondo cui i due automobilisti sono stati investiti dallo scoppio di una bomba rudimentale nascosta sul ciglio della strada lungo la quale stavano transitando, e fatta detonare a distanza; approfittando del caos, gli aggressori si sono quindi avvicinati e hanno tempestato il veicolo di proiettili, uccidendo le vittime, per poi darsi alla fuga indisturbati. Un
ulteriore ordigno piazzato nei pressi è stato localizzato e disinnescato dalle forze di sicurezza prima che potesse esplodere.

E ancora. Ieri un soldato americano è rimasto ucciso in seguito all'attacco sferrato contro la sua pattuglia da guerriglieri iracheni a sud di Kirkuk, nel Kurdistan iracheno e altri tre soldati sono rimasti feriti.

Negli ultimi giorni i dati ufficiali del Pentagono sono stati aggiornati e le perdite americane in Iraq, dall'inizio del conflitto, sono salite ad almeno 1260. S'ignora però se la cifra comprenda già l'uccisione di un soldato vittima di un congegno esplosivo nei pressi di Kirkuk, durante la giornata di sangue di venerdì, segnata da attentati letali a Baghdad della banda di Abu Musab al-Zarqawi e da azioni degli insorti a Mosul. I soldati alleati, non americani, in Iraq sono ufficialmente 146, di cui 19 italiani.

Il premier Allawi, intanto, in visita in Germania tra impegnative misure di sicurezza ha sollecitato un maggiore impegno tedesco se non nella repressione «del terrorismo», almeno nella ricostruzione. La Germania si è già detta da tempo favorevole a una cancellazione del debito iracheno nell'ambito del Club di Parigi e Schroeder ha promesso nuovi aiuti. Oltre all'addestramento di soldati e polizioni iracheni, che già avviene negli Emirati Arabi Uniti, il cancelliere ha offerto di addestrare specialisti iracheni nella rimozione di armi. Inoltre Berlino darà una mano a mettere in piedi una camera di commercio tedesco irachena a una conferenza di imprenditori a febbraio in Germania. In campo civile Schroeder ha proposto la formazione di specialisti iracheni di infrastrutture in Egitto o in Germania stessa.

































:: Articolo n. 7820 postato il 04-dec-2004 16:57 ECT

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